“Sii Acqua”: Il nuovo e primo libro di Giulia Riccardelli – L’intervista

Sii Acqua“. Questo è il titolo del nuovo libro con cui Giulia Riccardelli si affaccia nel panorama letterario. Un’opera che mi ha colpito sin dall’inizio devo dire. Un’opera ricca di sfumature amare e dal carattere sociale forte. A tratti fortissimo. Un’opera che affronta diverse tematiche serie e importanti. Tutto ciò non ha fatto altro che portarmi a pensare ad un’intervista. E, senza dubbio, va anticipato come il risultato sia da considerare qualitativamente rilevante.


  • Ciao Giulia, benvenuta nel Blog. Raccontaci dei tuoi esordi. Come ti sei avvicinata alla scrittura?

Grazie innanzitutto, per avermi dato l’opportunità di scrivere per voi. Credo che un’inclinazione particolare per la scrittura ci sia sempre stata, sin da quando mi dilettavo piacevolmente nello scrivere temi alle elementari, forse perché è una delle prime cose che ho imparato a fare, prima ancora di disegnare. Dopo un breve distacco da questo ambito negli anni a seguire, ecco che il desiderio di far sentire la propria voce è emerso più forte di prima ed ho ricominciato a scrivere, questa volta raccontando di una realtà concreta, tangibile, sociale.

  • Quali sono i tuoi momenti ideali, durante la giornata, per scrivere?

Non ci sono mai stati particolari momenti più propizi di altri, ma sicuramente il mare è un mio grande ispiratore. Ho sempre pensato che contenesse già tutto quello di cui gli Uomini hanno bisogno, sta a noi solo scegliere cosa pescare.

  • Parlando del tuo nuovo progetto “Sii Acqua”, com’è nata l’idea?

I temi trattati in “Sii Acqua”, dapprima non sembravano avere un filo conduttore, essendo queste prose nate come componimenti a se stanti. In un secondo momento, ho notato che tutte, ognuna a suo modo, descrivevano il Fluire di un determinato aspetto della vita, un Fluire plasmabile e senza forma, che è appunto proprio dell’Acqua, grazie al quale si possono attraversare senza rigidità temi forti quali le dipendenze e molto altro.

  • Perché hai scelto proprio certi temi sociali specifici, come l’Alzheimer, l’immunodeficienza e le dipendenze?

Il mio scopo inconscio era sicuramente quello di esprimere valori quali l’Accoglienza, la Premura, l’Empatia. L’AIDS, poiché spesso si è meno caritatevoli nei confronti di questi pazienti, per paura del contagio o perché visto come effetto di una condotta amorale. L’Alzheimer, a prova del fatto che anche svanendo una memoria fisica tangibile, si ha modo di dimostrare la propria identità tramite ciò che irrazionalmente si porta dentro. E le Dipendenze in generale poiché troppo spesso sottoposte ad un giudizio tagliante che non è disposto ad indagarne le cause.

  • Riguardo il tuo nuovo e prossimo singolo “Riflesso”, invece, vuoi anticiparci qualche novità?

“Riflesso” tratta proprio delle tossicodipendenze, in particolar modo di una relazione che cade nel vortice di queste. Vuole descrivere e valorizzare un amore forte, pronto a lottare, consapevole e responsabile seppur sofferente. Il mio primo tentativo di mettere in musica un tema comune a quello poetico, donandogli maggior dinamismo e corposità.

  • Raccontaci un aneddoto particolare durante il tuo percorso artistico.

Anche se non il più allegro degli aneddoti, il più importante è stato quello che ha dato luogo alla mia rinascita artistica, un fulmine a ciel sereno che dopo un periodo di aridità, mi ha portata a rifiorire. Si tratta di una persona che, giudicandomi “non artista”, poiché appartenente al ramo scientifico, prese le distanze da me. Oggi lo ringrazio, perché grazie a questo ho sentito ancora più forte l’esigenza di esprimere tutto il mio Sentire. Non lasciate mai che nessuno vi dica cosa non potete fare.

  • Quali sono gli scrittori o le scrittrici che ti ispirano?

Condivido con Erich Fromm il concetto di Amore come Arte visto come premura, conoscenza, rispetto, che è alla base dei miei componimenti e sicuramente con Pirandello il concetto di flessibilità, che ci permette di leggere con acuta poliedricità le tante sfaccettature della vita, svestendosi di ogni pregiudizio.

  • Il tuo genere musicale preferito?

Ho iniziato ad ascoltare i Linkin Park, tuttora mio gruppo preferito, per spaziare poi alla musica classica per infine tornare al Pop. Seppur conservando le mie preferenze stilistiche credo che ogni genere, se sentito con l’anima, sia Arte.

  • Concludendo, ringraziandoti per la disponibilità e augurandoti un in bocca al lupo per tutto, ti lascio uno spazio per salutare i tuoi fans e i Readers del Blog.

Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno dedicato del tempo prezioso nel leggere l’intervista, ed un abbraccio speciale a tutti coloro che quotidianamente si dedicano alla loro passione con sacrificio e dedizione. Mai smettere di sognare!


Intervista esclusiva di Attilio Salaris


Potete seguire Giulia Riccardelli su Facebook e Instagram. Mentre potete acquistare la sua prima raccolta di prose poetiche su eBay.


Casa Editrice: deComporre Edizioni.


Giulia Riccardelli – Sii Acqua
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